11
giu

Per avere un’idea di come la Location Based Advertising operi, prendiamo spunto dall’accordo tra Alcatel-Lucent e 1020 Placecast per spiegarne il funzionamento.

Le 2 aziende combineranno i propri asset per deliverare messaggi targetizzati via SMS o MMS a tutti gli utenti che avranno scelto di ricevere messaggi pubblicitari da brand scelti in precedenza, nel momento in cui l’utente stesso si reca in luoghi predefiniti.

Ecco gli step di delivering dei messaggi:

- Gli utenti scelgono (opt-in) i brand da cui vogliono ricevere messaggi pubblicitari

- I brand, a loro volta, tracciano le zone e segnalano i luoghi in cui vogliono che i propri messaggi vengano deliverati

- Il network Alcatel tiene traccia dei movimenti dell’utente e quando quest’ultimo entra in una zona in cui è presente il proprio brand, il messaggio pubblicitario viene inviato.

Alcatel Placecast

Questa tipologia di delivering dei messaggi pubblicitari apre nuovi e innovativi scenari per il mondo dell’advertising – si pensi ad esempio alla possibilità di deliverare campagne di coupon marketing con questa tecnologia. Al pari del Search Marketing di qualche anno, questa tecnologia potrebbe rappresentare davvero la prossima “gallina dalle uova d’oro” per il mondo dell’advertising.

Tuttavia, queste modalità di interazione tra il brand e l’utente pongono diversi quesiti sia sulla privacy degli utenti stessi che verrebbero continuamente “tracciati” nei propri spostamenti sia nell’intrusività dei messaggi che, qualora non richiesti, possono sortire un effetto boomerang sul brand.

E’ importante sottolineare che lo sviluppo di questa tipologia di piattaforme di advertising possa costituire un servizio di sicuro valore per gli utenti a patto che si tengano presenti il valore della privacy dell’utente e la discrezionalità nel delivering dei messaggi.

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21
mag

Una ricerca di SkyHook Wireless (è possibile scaricare il file pdf del report a questo indirizzo) ci dà un’idea delle applicazioni location-aware sviluppate per gli smartphone di Apple, BlackBerry e Android.

SkyHook Wireless offre sia tecnologia WPS (Wi-Fi positioning system), ideale in dense aree urbane con un numero elevato di accessi Wi-Fi, che tecnologia XPS, un sistema di locazione ibrido in grado di rilevare dati di posizionamento attraverso triangolazione cellulare, GPS e punti di accesso Wi-Fi.

Al momento la tecnologia SkyHook supporta circa 2300 applicazioni location-based riportando un aumento di richiesta dati per utente che è passato da 5,4 in Ottobre 2008 alle 6,1 di Aprile 2009.

Un’analisi delle applicazioni all’interno dei differenti Application store porta alla luce alcune interessanti osservazioni:

  • L’Application Store di Apple contiene il maggior numero di applicazioni location-aware. Inoltre, il 74% delle applicazioni presenti sullo store di casa Apple è a pagamento, il prezzo medio è di 3,60$ e una proporzione 75/25 tra applicazioni a pagamento e free
  • Il BlackBerry App World, il cui lancio è avvenuto ad Aprile 2009,  contiene 57 applicazioni location-aware. Le categorie più popolari sono Travel e Productivity&Utilities. Il prezzo medio per applicazione è 13,60$
  • Android MarketPlace è l’app store di riferimento per device con software Google android. Al suo interno sono presenti 3000 applicazioni circa di cui 300 sono location-aware. Il prezzo medio di un applicazione e 0,84$ e c’è un rapporto 20/30 tra applicazioni a pagamento e free.

E’ inoltre interessante notare come  sono numerose le categorie di utilizzo di application location-aware che vanno al di là della mera location. vi sono infatti applicazioni legate alla salute, musica, finanza e shopping che fanno uso della location.

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05
feb

Google svela sul proprio blog la nuova feature di Google Maps Mobile. Si tratta di Google Latitude, ovvero la possibilità di mostrare agli amici la propria posizione. Per attivare Latitude è sufficiente visitare dal proprio dispositivo mobile il seguente indirizzo: www.google.it/latitude. Ecco il video ufficiale:

Il servizio è già disponibile in 27 Paesi e 42 lingue ed è inoltre compatibile con le pricipali piattaforme mobile ovvero Symbian, Android, Blackberry e Windows Mobile. Si nota la mancanza di Iphone poichè il device di casa Apple non permette al momento di far girare applicazioni in background.

Nel post del Blog di Google Mobile viene più volte posto l’accento sulla possibilità di stabilire quante e quali informazioni sulla propria posizione si vogliono condividere e con chi. E’ infatti possibile poter scegliere come e quando essere rintracciati, rendere o meno visibile la propria posizione a tutti o solo ad alcuni amici così come disattivare del tutto il servizio in qualsiasi momento. Tutte queste operazioni sono disponibili in una tag specifico del servizio dedicato proprio alla privacy. Su YouTube è disponibile un video con alcuni tips relativi alle impostazioni sulla privacy.

La lista di contatti può essere creata facendo riferimento ai propri contatti GMail. Una volta individuato un amico, è possibile contattarlo tramite SMS, GTalk o email.

Alcune considerazioni: Google Latitude ha tutte le carte in regola per essere la risposta di BigG alle applicazioni FireEagle di Yahoo (se ne parlerà in un prossimo post). Quello che rende Google Latitude più immediato è la sua integrazione con un grande prodotto come Google Maps.

Sembra che Google sia molto interessata ai location based services e a quello che possono essere i social networking del futuro, ovvero basati sulla location. E’ infatti molto semplice pensare ad un’integrazione tra servizi come Google Latitude e ad esempio Twitter che permetterebbero a tutti di far sapere in quasiasi momento dve si è e cosa si sta facendo.

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16
dic

ChaCha LogoLa mobile search assume forme e utilizza strumenti diversi rispetto alla ricerca PC-based. Questo ci trova tutti d’accordo.

Prendiamo ad esempio la ricerca tramite SMS. Nielsen Online riporta che ChaCha si sta imponendo come player di riferimento nel mondo della SMS Search scalzando nomi altisonanti come Google SMS e Yahoo SMS. Per ulteriori dettagli rimandiamo direttamente al comunicato pubblicato sul sito.

ChaCha permette di rivolgere domande via voce o SMS e la tecnologia di ricerca ChaCha reindirizzerà in automatico verso una Guida esperta di uno specifico argomento. La risposta verrà inviata tramite SMS.

Riportiamo direttamente dal sito un esempio del funzionamento del servizio:

Question
What is Best Buy’s number?
Answer
Call 1-888-BEST BUY (1-888-237-8289) for the fastest response. 24 hours a day, 7 days a week. Thanks for using ChaCha!

I risultati di una ricerca non sono dunque rappresentati da link testuali ma da una risposta inviata direttamente all’utente. Il successo di ChaCha dimostra come la ricerca mobile assume connotati diversi da quelli a cui ci ha abituato la ricerca PC-based; da questa verifica nasce uno spunto di riflessione per tutto quello che riguarda il mondo SEO e a come è stato affrontato sinora il discorso relativo a query, SERP e il mondo della ricerca. Ne riparleremo tuttavia in un prossimo post!.

Per completare la descrizione del servizio Chacha aggiungiamo che il servizio è disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e fornisce informazioni su svariati argomenti compreso domande che possono essere definite come “strane” (non prendendo comunque in considerazione richieste che possano risultare offensive e legate  a temi illegali).

Un ulteriore punto di forza del servizio sta nella possibilità di imporsi come valida alternativa per la local search, dal momento che fornendo la propria locazione è possibile ottenere risultati di ricerca specificatamente local.

Il nostro giudizio: il servizio presenta caratteristiche originali e interessanti anche se sarebbe curioso conoscere nel dettaglio quali saranno gli obiettivi di business legati al servizio. La partnership con AT&T rappresenta la strada da seguire per  ChaCha. Infatti, l’ampio reach di un operatore come AT&T potrà portare ai propri utenti il valore aggiunto di un un mobile search player come ChaCha, aprendo inoltre possibili l’utilizzo da parte di advertiser terze parti.

Per ulteriori informazioni: www.chacha.com

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05
nov

Andrew Grill (qui il suo blog), voce di spicco del ondo del mobile advertising, ha pubblicato su Vodafone Receiver Magazine questo articolo la storia dello sviluppo dei Location Based Services (LBS) e di possibili futuri scenari dell’advertising mobile che contemplino come parametro di targeting/delivering la location dell’utente.

Quella del Location Based Advertising (LBA) è una scomessa della tecnologia mobile, ad oggi perfettamente implemetabile ma che, come tutto il comparto mobile, è ancora tutto da scoprire.

Sicuramente le promesse sono allettanti. Il classico esempio che viene citato nei dibattiti di lingua anglofona è quello del messaggio inviato all’utente dalla catena starbucks quando questi si trova nei pressi di una caffetteria della catena.

Tuutavia teniamo presente che il fatto che la Location Based advertising sia tecnicamente possibile non significa che apportino un valore aggiunto all’utente e alla sua esperienza mobile.

Nello sviluppo di questo tipo di “advertising-on-the-go” il messaggio pubblicitario dovrà a nostro avviso necessariamente trasformarsi diventando “informazione rilevante” per l’utente. La rilevanza sarà data, nello specifico contesto mobile, dal tempo/luogo in cui il messaggio viene deliverato. Il mobile è un canale altamente profilato e geolocalizzato che richiede il delivering di messaggi che possano tornare utili all’utente in quel momento e soprattutto in quel luogo. In caso contrario, sarebbe opportuno non cimentarsi in questo tipo di esperienza pubblicitari dal momento che potrebbe rilevarsi controproducente per la brand identity.

Concordo tuttavia con Andrew Grill sul fatto che i LBS saranno fondamentali nel delineare gli scenari del Mobile 2.0 che nascerà dalla convergenza di servizi di geolocalizzazione e mobile social networking. Piattaforme come Rummble o Dopplr sviluppano ulteriormente i modelli di social networking introducendo i concetti di presenza e di contesto. L’aggregazione sociale e il networking riguarderanno non solo la condivisione di amicizie e interessi comuni ma sarà proprio un determinato contesto e la presenza (o meno) degli utenti a creare il network. Un network che sarà dunque a sua volta circoscritto ad un determinato luogo e tempo.

E’ in questo nuovo contesto spazio-temporale e tenendo dunque presente queste peculiarità, che si inseriranno le proposte di Location Based Advertising.

PS: Interessanti applicazioni LBS sono quelle sviluppate da Yahoo attraverso la piattaforma FireEagle. Dateci un’occhiata!

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12
set

L’interfaccia di Google Mobile si arricchisce di una nuova funzionalità. Google ha infatti introdotto la ‘Search with My Location’, una feature che permette di ottenere informazioni relative ad una particolare attività nelle vicinanze rispetto ad una determinata posizione.

Se siamo alla ricerca di un ristorante sushi nelle vicinanze di Victoria Station a Londra, sarà dunque necessario digitare soltanto ’sushi’, lasciando a Google l’onere di determinare la nostra posizione e il ristorante a noi più vicino. Questo rappresenta un bel risparmio in termini di parole chiave da introdurre nel campo di ricerca. Ridurre il numero di termini introdotti significa ricerche più veloci.

Search with My Location si basa sulle Gears Geolocation API, rese disponibili da Google un paio di settimane fa. Anche questa nuova feature usa la triangolazione cellulare per determinare la posizione dell’utente.

Google entra dunque a tutti gli effetti nel campo dei Location Based Services con il suo prodotto di punta, ovvero la Search e mostrando nel contempo che il vero punto di forza del Mobile Web rispetto a quello Desktop è la possibiltà di trovare informazioni in qualunque luogo e in qualsiasi momento.

La nuova funzionalità è per il momento disponibile sui telefoni Windows Mobile per gli utenti UK e US. Un utilizzo innovativo della Search, peccato non poterla provare anche in Italia!

L’annuncio è presente alla seguente pagina del blog ufficiale di Google Mobile. Rileviamo come il post si soffermi molto sulla Privacy Policy del servizio che rende impossibile l’identificazione e la localizzazione dell’utente da parte di Google. Che si voglia in un certo senso mettere le mani avanti dopo le recenti critiche su Google Chrome?

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