12
set

L’interfaccia di Google Mobile si arricchisce di una nuova funzionalità. Google ha infatti introdotto la ‘Search with My Location’, una feature che permette di ottenere informazioni relative ad una particolare attività nelle vicinanze rispetto ad una determinata posizione.

Se siamo alla ricerca di un ristorante sushi nelle vicinanze di Victoria Station a Londra, sarà dunque necessario digitare soltanto ’sushi’, lasciando a Google l’onere di determinare la nostra posizione e il ristorante a noi più vicino. Questo rappresenta un bel risparmio in termini di parole chiave da introdurre nel campo di ricerca. Ridurre il numero di termini introdotti significa ricerche più veloci.

Search with My Location si basa sulle Gears Geolocation API, rese disponibili da Google un paio di settimane fa. Anche questa nuova feature usa la triangolazione cellulare per determinare la posizione dell’utente.

Google entra dunque a tutti gli effetti nel campo dei Location Based Services con il suo prodotto di punta, ovvero la Search e mostrando nel contempo che il vero punto di forza del Mobile Web rispetto a quello Desktop è la possibiltà di trovare informazioni in qualunque luogo e in qualsiasi momento.

La nuova funzionalità è per il momento disponibile sui telefoni Windows Mobile per gli utenti UK e US. Un utilizzo innovativo della Search, peccato non poterla provare anche in Italia!

L’annuncio è presente alla seguente pagina del blog ufficiale di Google Mobile. Rileviamo come il post si soffermi molto sulla Privacy Policy del servizio che rende impossibile l’identificazione e la localizzazione dell’utente da parte di Google. Che si voglia in un certo senso mettere le mani avanti dopo le recenti critiche su Google Chrome?

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11
set

Visibility Mobile lancia un nuovo strumento che promette di migliorare la visibility e la findability dei siti mobile.
Si tratta di un nuovo formato di metadata che permetterà ai motori di ricerca sia mobile e non di identificare il device utilizzato dall’utente e offrire dunque la migliore esperienza di navigazione di un sito.

Al momento il problema con i siti mobile è semplicemente questo: un utente vuole visitare un sito (mettiamo example.com) sul proprio device. Cosa deve aspettarsi in questo caso? Che la richiesta da parte di un device mobile venga correttamente identificata e venga dunque reindirizzato alla versione mobile del sito. O è necessario indirizzare il proprio browser mobile verso example.com, mobile.example.com, m.example.com o ancora example.com/mobile? Non vorrei essere nei panni del nostro utente…

Riportando l’esempio riportato nel PDF (potete trovarlo qui) il nuovo stardard proposto sarà un semplice file di testo meta.txt comprendente le seguenti informazioni:

name:example.com

description: example.com is a widely used example website

keywords: example, demo, demonstration

pc: http://www.example.com

mobile:http://m.example.com

rss:http://rss.example.com/rss/topstoriesoftheday.xml

rss:http://rss.example.com/rss/toppoliticalstory.xml

rss:http://rss.example.com/rss/topsportstory.xml

podcast:http://rss.example.com/podcasting/news.xml

video:http://rss.example.com/rss/tutorial.xml

longitude:12.3456789 latitude:98.7654321

region:MM

Come intuibile dall’esempio, il file meta.txt si ripropone di aiutare i browser, i motori di ricerca a indirizzare i visitatori verso la versione ottimale del sito a seconda del device con il quale viene richiesta la visualizzazione della pagina.

Per poter creare il file meta.txt vi invitiamo a visitare il seguente URL: www.gomobileseo.com

La proposta di Visibility Mobile è davvero interessante è può essere un efficace strumento per poter rendere i siti mobili più accessibili. questo tentativo va proprio nella direzione di rendere il Web Mobile più accessibile. La sfida per renderlo uno standard è soltanto all’inizio!

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31
ago

E’ apparso qualche giorno fa sul Blog ufficiale di Google Mobile una nuova feature che dischiude interessanti prospettive per quanto concerne il mondo della Search e l’interazione tra un utente e un particolare sito.
Si tratta del Gears Geolocation API per browser mobile (al momento disponibile solo su IE Mobile) e desktop e permette di inserire all’interno del proprio sito (mobile e non) un tool per individiare la posizione dell’utente e fornire quindi risultati relativi alla sua location.

Nel post vengono riportati gli esempi di m.lastminute.com e m.rummble.com. Lastminute, ad esempio, alla seguente pagina offre la possibilità di cercare un ristorante nelle vicinanze (è inoltre possibile scegliere che tipo di cucina si preferisce)! I risultati di ricerca includono una descrizione del ristorante, un range di prezzi approssimativo, il numero di telefono della struttura e la mappa fornita da Google Maps. E’ inoltre possibile controllare la disponibilità e prenotare.

Si tratta del Gears Geolocation API per browser mobile (al momento disponibile solo su IE Mobile) e desktop e permette di inserire all’interno del proprio sito (mobile e non) un tool per individiare la posizione dell’utente e fornire quindi risultati relativi alla sua location.

Nel post vengono riportati gli esempi di lastminute.com e rummble.com. Lastminute, ad esempio, alla seguente pagina offre la possibilità di cercare un ristorante nelle vicinanze (è inoltre possibile scegliere che tipo di cucina si preferisce)! I risultati di ricerca includono una descrizione del ristorante, un range di prezzi approssimativo, il numero di telefono della struttura e la mappa fornita da Google Maps. E’ inoltre possibile controllare la disponibilità e prenotare.

Le API determinano la posizione attraverso la triangolazione cellulare o il GPS.Vediamo quindi come questo nuovo tool integrato nei siti rappresenti un passo in avanti nell’offerta di un sevizio migliore offrendo informazioni geolocalizzate che possano risultare davvero utili all’utente quando ne ha bisogno e sopruttotto DOVE ne ha bisogno.

Il link al post del Google Mobile Blog è consultabile qui.

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30
lug

Admob è una piattaforma per l’Advertising Mobile e si pone come il luogo d’incontro tra mobile advertiser e publisher. Il prodotto-core è la possibilità di creare banner, che è possibile targettizzare attraverso numerosi parametri come località, piattaforme e operatori mobile, specifici produttori di cellulari. E’ inoltre possibile indirizzare traffico verso siti specifici o far apparire i propri annunci/banner verso siti inseriti in specifiche categorie quali social networking, entertainment, sport ecc.

AdMob dichiara inoltre di raccogliere informazioni che permettono di clusterizzare gli utenti che visitano i siti del proprio network e di permettere un targeting per profilo demografico e per gruppi di età e genere.

AdMob propone inoltre altri interessanti soluzioni quali il Landing Page Builder, un tool online che permette di creare con pochi passaggi pagine ottimizzate per la visione sui piccoli schermi dei device mobile.

Interessante inoltre la reportistica fornita per le proprie campagne online. Per ciascuna campagna vengono fornite in real-time il numero di impression, click, CTR e CPC e naturalmente i costi.

Riportiamo qui inoltre l’iPhone Specific Ads, un nuovo servizio diretto a chi vuole promuovere direttamente sui nuovi gioielli tecnologici di casa Apple. Intriganti le possibilità offerte dall’altissima multimedialità propria dell’iphone. Negli esempi illustrati sul sito, è possibile infatti integrare i propri bannerini AdMob con varie applicazioni quali Google Maps (l’utente clicca su un annuncio e vengono visualizzati sulla mappa i negozi nei dintorni della propria posizione) e YouTube (un utente clicca su un annuncio che lancia un video – ad es il trailer di un film). Da seguire, da approfondire.

Il nostro giudizio:

Alcuni analisti del settore indicano AdMob come la nascente Google del settore mobile. Riuscirà la lepre adMob a distanziare il gigante Google nel mercato dell’advertising mobile?

Vi segnalo inoltre un link agli interessanti report messi a disposizione da adMob sul traffico deliverato e sui mercati serviti: http://www.admob.com/s/solutions/metrics

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22
lug

analisi del motore di ricerca mobile taptuCominciamo un’analisi di servizi mobile che si stanno distinguendo per la loro capacità di apportare valore aggiunto all’ecosistema dell’Internet mobile.

Come primo oggetto di analisi prendiamo in considerazione Taptu, un motore di ricerca verticale: Taptu si rivolge agli utenti che esplorano il mobile Web alla ricerca di contenuti multimediali quali foto, video, suonerie e canzoni.

Taptu si posiziona nell’universo Mobile Search attraverso il claim ‘Mobile search made social’. Essendo il mobile device uno strumento nasce già ’social’ (si usa il telefono per telefonare, inviare i messaggi e scambiare file via Bluetooth) ecco che anche la SEARCH diventa SOCIAL. Taptu focalizza la propria attenzione sulla pertinenza dei risultati offerti agli utenti come si conviene ad un motore di ricerca. I motori di ricerca mobile tuttavia non posso attingere ai link in entrata in una pagina per stabilire la rilevanza rispetto ad un particolare Topic.

Ecco dunque venire in soccorso il Web 2.0 e soprattutto alcune metriche proprie dell’universo Web 2.0 che misurano la popolarità di un determinato contenuto misurando la partecipazione della community. Ecco dunque che il numero di volte in cui una canzone viene ascoltata su MySpace, un video visto su YouTube o un articolo ‘votato’ su Digg acquista maggiore rilevanza rispetto ad un altro proprio perchè la community ne conferisce maggiore autorità rispetto ad altre risorse.

Taptu porta avanti il concetto di ‘Social Contest’ della Mobile Search. Previo processo di configurazione di un proprio account si accede ad una pagina personalizzata da dove è possibile condividere i risultati delle proprie ricerche con i propri amici. Una volta importati gli indirizzi mail è possibile inviare a questi ultimi i risultati delle proprie ricerche.

Il nostro giudizio:

Taptu si presenta al pubblico mobile come un motore di ricerca che integra al suo interno tratti peculiari del Web 2.0 quali appunti la condivisione con il proprio social graph. L’idea del telefono come strumento social fa sì che questo tipo di offerta si possa rilevare vincente nell’ecosistema mobile.

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11
giu

In giro per il Web sono presenti alcuni paper che analizzano le tipologie di queries che vengono lanciate sui Device Mobile. Questo tipo di analisi può aiutare a comprendere come e cosa gli utenti cercano e può davvero aiutare a migliorare la Mobile User Experience.

Riportiamo qui i risultati di 2 interessanti analisi:

uno studio realizzato nel 2006 sulle mobile search queries in Giappone, un mercato dove l’utilizzo di servizi Mobile avanzati è molto elevato. Il paper relativo allo studio può essere consultato QUI.

Dallo studio si evidenzia che le query sono generalmente composte da 2 termini (2,293 per la precisione), nonostante la difficoltà di inserimento di due termini all’interno della form di ricerca.

L’ipotesi avanzata è che gli utenti mobile preferiscono essere precisi sin dall’inizio delle proprie ricerche in modo da evitare di dover inserire query differenti in momenti successivi.

Riportiamo qui l’analisi delle query realizzato da Maryam Kamvar e Shumeet Baluja di Google che presentano invece uno studio sul trend delle mobile query. Il documento può essere consultato QUI.

La base di analisi ha preso in considerazione 1 milione di richieste effettuate su Google durante l’arco temporale di un mese.

Anche in questo caso la query presenta 2,56 parole composte mediamente di 16,8 caratteri.
Il risultato è in linea con la lunghezza delle query utilizzate sul PC mettendo in evidenza come gli utenti riportino sul mobile comportamenti già acquisiti sul PC.

La difficoltà di inserimento dei singoli caratteri sui dispositivi mobile non rappresenta dunque un ostacolo all’inserimento della query desiderata.

Un altro dato interessante è la percentuale relativa ai topic delle diverse query:

mobile query 

 Si nota subito l’alta percentuale di query pornografiche sul Mobile rispetto al PC (le query pornografiche PC-based rappresentano oggi solo il 10% delle ricerche totali.)

I due Googlers avanzano a tal proposito alcune ipotesi:

l’alta percentuale di query pornografiche potrebbe declinare nel momento in cui il servizio attrae un numero maggiore di utenti.

Gli utenti mobile preferiscono ricercare contenuti pornografici sul mobile data la maggiore privacy che questo permette.

la maggior parte degli utenti si ferma alla prima pagina di risultati. Solo il 10,4% delle query richiede ulteriori risultati mentre il 50% delle query porta ad un click su un risultato proposto.

Stay with us! Proporremo a breve anche un recente studio realizzato da Yahoo!

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05
giu

La Mobile Search Optimisation è ancora in fasce. Ecco alcune best practises che condividiamo con voi:

- seguire tutte le tradizionali regole SEO (keyword nel tag title, tag H1 e anchor text keyword-based per i link interni).

- concetti importanti nella Mobile SEO sono la User Experience e l’Usabilità: è sempre bene ottimizzare le pagine tenendo presente gli utenti dal momento che gli spider dei motori di ricerca simulano il comportamento degli utenti. Gli spider dei motori di ricerca mobile non hanno ancora raggiunto la maturità dei fratelli maggiori della ricerca Web e dunque codice particolarmente elaborato può portare a errori di crawling. Per questo motivo consigliamo di utilizzare codice XHTML validato. Mobile Optimisation significa realizzare siti Mobile accessibili facili da analizzare agli ‘occhi’ degli spider.

- utilizzare le Mobile Sitemap per essere trovati dai motori. Ecco alcuni link utili:

http://www.google.com/support/webmasters/bin/answer.py?
answer=34623&topic=8493

https://siteexplorer.search.yahoo.com/mobilesubmit

- inbound and outbound link funzionano allo stesso modo della PC-based SEO. E’ importante ricevere link dal sito principale per aiutare il sito Mobile a essere scoperto dagli spider Mobile.

Stay tuned! altri tips di Mobile SEO sono presto in arrivo!

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27
mag

Diamo un’occhiata al forte connubio che si sta creando tra siti Social Media e Mobile Web.

E’ di qualche giorno fa un report di Nielsen Mobile che rivela che il 44% di utenti di telefonia mobile in UK è iscritto su siti di social media. Di questi, uno su quattro usa il telefono per attività connesse al social networking. La parte del leone la fanno Facebook e MySpace, trasponendo dunque il proprio dominio dal Web al Mobile.
Maggiori info sul report qui.

Analoghe considerazioni vengono riportate da Opera, la software house del Mobile Browser Opera Mini (report a questa pagina). Dall’analisi si evince come il 40% del taffico generato attraverso il browser si dirige verso il Social Web raggiungendo picchi di oltre il 60% in alcuni Paesi come Stati Uniti, Sud Africa e Indonesia.

Da questi dati si possono trarre alcune illuminanti conclusioni:

- Come riporta Opera, there is only One Web. Gli utenti riportano le attività che svolgono sul Pc anche su mobile, senza limitazioni o compromessi.

- Il Mobile promette una User Experience ancora più ricca poichè offre la possibilità di aggiornare i propri profili on-the-go.

- L’intersezione tra tecnologie wireless e social networking sta creando un nuovo canale di comunicazione e il Mobile si pone come ponte verso forme nuove di intrattenimento, interazione e socialità

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