11
giu

Per avere un’idea di come la Location Based Advertising operi, prendiamo spunto dall’accordo tra Alcatel-Lucent e 1020 Placecast per spiegarne il funzionamento.

Le 2 aziende combineranno i propri asset per deliverare messaggi targetizzati via SMS o MMS a tutti gli utenti che avranno scelto di ricevere messaggi pubblicitari da brand scelti in precedenza, nel momento in cui l’utente stesso si reca in luoghi predefiniti.

Ecco gli step di delivering dei messaggi:

- Gli utenti scelgono (opt-in) i brand da cui vogliono ricevere messaggi pubblicitari

- I brand, a loro volta, tracciano le zone e segnalano i luoghi in cui vogliono che i propri messaggi vengano deliverati

- Il network Alcatel tiene traccia dei movimenti dell’utente e quando quest’ultimo entra in una zona in cui è presente il proprio brand, il messaggio pubblicitario viene inviato.

Alcatel Placecast

Questa tipologia di delivering dei messaggi pubblicitari apre nuovi e innovativi scenari per il mondo dell’advertising – si pensi ad esempio alla possibilità di deliverare campagne di coupon marketing con questa tecnologia. Al pari del Search Marketing di qualche anno, questa tecnologia potrebbe rappresentare davvero la prossima “gallina dalle uova d’oro” per il mondo dell’advertising.

Tuttavia, queste modalità di interazione tra il brand e l’utente pongono diversi quesiti sia sulla privacy degli utenti stessi che verrebbero continuamente “tracciati” nei propri spostamenti sia nell’intrusività dei messaggi che, qualora non richiesti, possono sortire un effetto boomerang sul brand.

E’ importante sottolineare che lo sviluppo di questa tipologia di piattaforme di advertising possa costituire un servizio di sicuro valore per gli utenti a patto che si tengano presenti il valore della privacy dell’utente e la discrezionalità nel delivering dei messaggi.

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10
giu

ComScore presenta quest’oggi un’interessante ricerca:

il numero di persone che ricerca informazioni ‘local’ negli Stati Uniti, su un device mobile è cresciuta del 51% in un anno.

Interessante tuttavia notare le modalità di accesso:

Comscore Research

Come è possibile verificare nel riquadro il Mobile Browser resta il principale metodo di accesso con 20,7 milioni di utenti (Marzo 2009) e una crescita del 34% rispetto alle cifre di un anno fa.

Si registra, tuttavia, una significativa crescita della ricerca ‘local’ tramite SMS e Apps disponibili per i vari sistemi operativi per mobile. A tal proposito, evidenziamo il dato relativo alla crescita via Apps con una strabiliante percentuale dell’83%!

Tra le categorie di contenuti ‘local’ su segnalano i significativi incrementi di directory online (73%), ristoranti (70 %), mappe (63 %) and film (60%).

La ricerca è disponibile qui.

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21
mag

Una ricerca di SkyHook Wireless (è possibile scaricare il file pdf del report a questo indirizzo) ci dà un’idea delle applicazioni location-aware sviluppate per gli smartphone di Apple, BlackBerry e Android.

SkyHook Wireless offre sia tecnologia WPS (Wi-Fi positioning system), ideale in dense aree urbane con un numero elevato di accessi Wi-Fi, che tecnologia XPS, un sistema di locazione ibrido in grado di rilevare dati di posizionamento attraverso triangolazione cellulare, GPS e punti di accesso Wi-Fi.

Al momento la tecnologia SkyHook supporta circa 2300 applicazioni location-based riportando un aumento di richiesta dati per utente che è passato da 5,4 in Ottobre 2008 alle 6,1 di Aprile 2009.

Un’analisi delle applicazioni all’interno dei differenti Application store porta alla luce alcune interessanti osservazioni:

  • L’Application Store di Apple contiene il maggior numero di applicazioni location-aware. Inoltre, il 74% delle applicazioni presenti sullo store di casa Apple è a pagamento, il prezzo medio è di 3,60$ e una proporzione 75/25 tra applicazioni a pagamento e free
  • Il BlackBerry App World, il cui lancio è avvenuto ad Aprile 2009,  contiene 57 applicazioni location-aware. Le categorie più popolari sono Travel e Productivity&Utilities. Il prezzo medio per applicazione è 13,60$
  • Android MarketPlace è l’app store di riferimento per device con software Google android. Al suo interno sono presenti 3000 applicazioni circa di cui 300 sono location-aware. Il prezzo medio di un applicazione e 0,84$ e c’è un rapporto 20/30 tra applicazioni a pagamento e free.

E’ inoltre interessante notare come  sono numerose le categorie di utilizzo di application location-aware che vanno al di là della mera location. vi sono infatti applicazioni legate alla salute, musica, finanza e shopping che fanno uso della location.

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05
feb

Google svela sul proprio blog la nuova feature di Google Maps Mobile. Si tratta di Google Latitude, ovvero la possibilità di mostrare agli amici la propria posizione. Per attivare Latitude è sufficiente visitare dal proprio dispositivo mobile il seguente indirizzo: www.google.it/latitude. Ecco il video ufficiale:

Il servizio è già disponibile in 27 Paesi e 42 lingue ed è inoltre compatibile con le pricipali piattaforme mobile ovvero Symbian, Android, Blackberry e Windows Mobile. Si nota la mancanza di Iphone poichè il device di casa Apple non permette al momento di far girare applicazioni in background.

Nel post del Blog di Google Mobile viene più volte posto l’accento sulla possibilità di stabilire quante e quali informazioni sulla propria posizione si vogliono condividere e con chi. E’ infatti possibile poter scegliere come e quando essere rintracciati, rendere o meno visibile la propria posizione a tutti o solo ad alcuni amici così come disattivare del tutto il servizio in qualsiasi momento. Tutte queste operazioni sono disponibili in una tag specifico del servizio dedicato proprio alla privacy. Su YouTube è disponibile un video con alcuni tips relativi alle impostazioni sulla privacy.

La lista di contatti può essere creata facendo riferimento ai propri contatti GMail. Una volta individuato un amico, è possibile contattarlo tramite SMS, GTalk o email.

Alcune considerazioni: Google Latitude ha tutte le carte in regola per essere la risposta di BigG alle applicazioni FireEagle di Yahoo (se ne parlerà in un prossimo post). Quello che rende Google Latitude più immediato è la sua integrazione con un grande prodotto come Google Maps.

Sembra che Google sia molto interessata ai location based services e a quello che possono essere i social networking del futuro, ovvero basati sulla location. E’ infatti molto semplice pensare ad un’integrazione tra servizi come Google Latitude e ad esempio Twitter che permetterebbero a tutti di far sapere in quasiasi momento dve si è e cosa si sta facendo.

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12
set

L’interfaccia di Google Mobile si arricchisce di una nuova funzionalità. Google ha infatti introdotto la ‘Search with My Location’, una feature che permette di ottenere informazioni relative ad una particolare attività nelle vicinanze rispetto ad una determinata posizione.

Se siamo alla ricerca di un ristorante sushi nelle vicinanze di Victoria Station a Londra, sarà dunque necessario digitare soltanto ’sushi’, lasciando a Google l’onere di determinare la nostra posizione e il ristorante a noi più vicino. Questo rappresenta un bel risparmio in termini di parole chiave da introdurre nel campo di ricerca. Ridurre il numero di termini introdotti significa ricerche più veloci.

Search with My Location si basa sulle Gears Geolocation API, rese disponibili da Google un paio di settimane fa. Anche questa nuova feature usa la triangolazione cellulare per determinare la posizione dell’utente.

Google entra dunque a tutti gli effetti nel campo dei Location Based Services con il suo prodotto di punta, ovvero la Search e mostrando nel contempo che il vero punto di forza del Mobile Web rispetto a quello Desktop è la possibiltà di trovare informazioni in qualunque luogo e in qualsiasi momento.

La nuova funzionalità è per il momento disponibile sui telefoni Windows Mobile per gli utenti UK e US. Un utilizzo innovativo della Search, peccato non poterla provare anche in Italia!

L’annuncio è presente alla seguente pagina del blog ufficiale di Google Mobile. Rileviamo come il post si soffermi molto sulla Privacy Policy del servizio che rende impossibile l’identificazione e la localizzazione dell’utente da parte di Google. Che si voglia in un certo senso mettere le mani avanti dopo le recenti critiche su Google Chrome?

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